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PROGETTI DI RILEVANZA NAZIONALE: ODV E APS

(SB26045_PROGETTI_RILEVANZA_NAZIONALE_ODV_APS)

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Ministero del Lavoro: Fondo Terzo settore 2026 – progetti di rilevanza nazionale


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato con l'atto di indirizzo 2026 le risorse e le regole per il contributo a fondo perduto destinato a iniziative e progetti di rilevanza nazionale promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore. L'atto definisce importi, percentuali, requisiti e aree tematiche; date e procedura saranno stabilite dall'avviso pubblico di prossima pubblicazione.

fino a 80%
copertura dei costi
500.000€
contributo massimo
8,43mln €
dotazione progetti nazionali
10Regioni
presenza minima

A chi si rivolge

Possono presentare un progetto di rilevanza nazionale:

  • Organizzazioni di volontariato iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore;
  • Associazioni di promozione sociale iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore;
  • Fondazioni del Terzo settore iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore;
  • Fondazioni già iscritte all'Anagrafe delle Onlus che hanno chiesto l'iscrizione al Registro entro il 31 marzo 2026 e attendono ancora l'esito.

Gli enti possono candidarsi da soli o in partenariato tra loro, anche attraverso le reti associative del Terzo settore. Non è richiesta una sede in una regione specifica, ma le attività devono svolgersi in almeno 10 Regioni: nella pratica serve una presenza o una rete multiregionale. I destinatari finali cambiano in base all'area scelta: minori e giovani, anziani soli, persone con disabilità e non autosufficienti, persone in povertà o a rischio di esclusione, donne e ragazze vittime di violenza, lavoratori stagionali o a rischio di sfruttamento, giovani che non studiano e non lavorano, famiglie adottive.

Escluse come soggetti proponenti le imprese sociali e le cooperative sociali, gli enti filantropici, le società di mutuo soccorso e gli altri enti del Terzo settore diversi da quelli elencati, gli enti non iscritti al Registro, gli enti pubblici e le imprese con scopo di lucro. L'eventuale ruolo di questi soggetti come partner esterni sarà chiarito dall'avviso.

Obiettivi e aree di intervento finanziabili

I progetti devono contribuire agli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e riguardare una o più aree prioritarie tra quelle indicate dal Ministero per ciascuno dei dieci obiettivi:

  • Contrasto alla povertà: recupero di eccedenze alimentari e farmaceutiche, welfare generativo, contrasto alla solitudine degli anziani, prevenzione di dipendenze, bullismo e cyberbullismo, risposte ai bisogni di prima necessità, sostegno a distanza, adozione internazionale, povertà minorile;
  • Agricoltura sostenibile: agricoltura sociale, inserimento lavorativo di persone con disabilità o svantaggiate, educazione ambientale e alimentare, valorizzazione del patrimonio rurale ed enogastronomico;
  • Salute e benessere: inclusione di persone con disabilità e non autosufficienti, prevenzione di dipendenze e alcol tra i giovani, prevenzione oncologica e degli incidenti stradali, sport, cure a domicilio, uso etico dell'intelligenza artificiale, benessere psicologico in età evolutiva;
  • Educazione di qualità: protagonismo dei giovani, educazione inclusiva e alla democrazia, contrasto alla povertà educativa, educazione alla legalità e alla salute, uso critico dell'intelligenza artificiale e contrasto ai deepfake, competenze digitali e scientifiche;
  • Uguaglianza di genere: contrasto a ogni forma di violenza e abuso, parità tra uomini e donne e conciliazione vita-lavoro, competenze sull'intelligenza artificiale per giovani donne, contrasto ai deepfake ai danni di donne e ragazze;
  • Lavoro dignitoso: legalità nel lavoro, contrasto allo sfruttamento (lavoro domestico, agricolo, edile), accoglienza dei lavoratori stagionali, presidi sanitari mobili, sportelli con mediatori, corsi di italiano, attivazione dei giovani che non studiano e non lavorano, imprenditoria giovanile ed economia sociale;
  • Riduzione delle disuguaglianze: accesso ai servizi, affiancamento leggero (competenze digitali per anziani, gestione del budget familiare), sostegno scolastico, welfare di comunità, autonomia delle persone con disabilità anche con tirocini di inclusione;
  • Città e comunità inclusive: progetti e spazi di quartiere, rigenerazione di spazi esistenti, sport come aggregazione, rapporti tra generazioni, beni comuni e beni confiscati alla criminalità, economia circolare, turismo sociale e accessibile;
  • Consumo responsabile: acquisti sostenibili, economia circolare, riuso e riciclo, scambio di beni non utilizzati, riduzione degli sprechi alimentari e farmaceutici a favore di chi è in povertà;
  • Lotta al cambiamento climatico: percorsi educativi nelle scuole, mitigazione e adattamento, diffusione delle conoscenze, comportamenti responsabili.

In quasi tutti gli obiettivi sono presenti tre aree trasversali: sviluppo della cultura del volontariato tra i giovani, rafforzamento delle reti associative del Terzo settore e promozione del sostegno a distanza. Novità del 2026 è l'attenzione diffusa all'uso etico dell'intelligenza artificiale. Le attività devono rientrare tra quelle di interesse generale previste dal Codice del Terzo settore ed essere coerenti con lo statuto dell'ente. I progetti saranno accompagnati dalla misurazione dell'impatto sociale e il Ministero valorizza la capacità di costruire alleanze e reti sui territori.

Esclusi i progetti di rilevanza locale, già finanziati per il triennio 2025-2027 attraverso le Regioni, e i progetti con attività in meno di 10 Regioni.

Entità dell'agevolazione

Il contributo ministeriale per ciascun progetto è compreso tra 250.000 € e 500.000 €. La percentuale di copertura dipende dalla natura dell'ente proponente:

  • fino all'80% del costo totale del progetto per associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato, anche in partenariato tra loro;
  • fino al 50% del costo totale per le fondazioni del Terzo settore.

La parte restante (almeno il 20% per associazioni e organizzazioni di volontariato, almeno il 50% per le fondazioni) è a carico dei proponenti, che possono utilizzare anche risorse messe a disposizione da soggetti terzi. Il cofinanziamento deve consistere in risorse finanziarie.

Le risorse complessive programmate dal Ministero per il 2026 ammontano a 18.357.195,90 €, così suddivise:

  • 8.427.195,90 € per le iniziative e i progetti di rilevanza nazionale descritti in questa pagina;
  • 7.350.000 € per contributi all'acquisto di autoambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali, con procedura separata;
  • 2.580.000 € come contributo annuo riservato alle associazioni nazionali delle persone con disabilità e degli invalidi individuate dalla legge, di cui 1.032.000 € già erogati.

Eventuali risorse aggiuntive che si renderanno disponibili nel 2026 saranno destinate ai progetti di rilevanza nazionale. Il Ministero si riserva inoltre di finanziare con le risorse dell'anno successivo i progetti idonei rimasti senza contributo per esaurimento dei fondi. La dotazione per i progetti nazionali è inferiore a quella del 2025 (13,5 milioni di euro): con 8,43 milioni possono essere finanziati indicativamente da 17 a 33 progetti.

Vincoli e condizioni

Le condizioni che ogni proposta deve rispettare sono:

  • svolgimento delle attività in almeno 10 Regioni;
  • contributo richiesto compreso tra 250.000 € e 500.000 €;
  • cofinanziamento in denaro di almeno il 20% (associazioni e organizzazioni di volontariato) o almeno il 50% (fondazioni): su un progetto al massimale, un'associazione deve garantire almeno 125.000 €, una fondazione almeno 500.000 €;
  • coerenza degli obiettivi, delle aree e delle attività con l'atto di indirizzo e con lo statuto dell'ente;
  • accompagnamento del progetto con la misurazione dell'impatto sociale, secondo le linee guida ministeriali.

Come viene valutata la proposta

L'atto di indirizzo non definisce la procedura di selezione, che sarà stabilita dall'avviso pubblico della Direzione generale per le politiche del Terzo settore, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità, partecipazione e parità di trattamento. Nell'edizione precedente (Avviso 2/2025) la selezione avveniva a graduatoria, con punteggi attribuiti da una commissione di valutazione: contava la qualità della proposta, non l'ordine di arrivo. Il Ministero sottolinea l'opportunità di sviluppare sinergie tra enti ed evitare la frammentazione degli interventi: la dimensione di rete e la solidità del partenariato sono elementi valorizzati.

Scadenze e tempi

L'atto di indirizzo è stato adottato il 4 agosto 2026 e registrato dalla Corte dei conti il 26 agosto 2026. Le date di apertura e chiusura, la durata dei progetti e le modalità di presentazione saranno fissate dall'avviso pubblico, non ancora pubblicato. Nel 2025 l'avviso corrispondente è uscito a settembre, con presentazione delle domande online dal 25 settembre al 28 ottobre 2025, progetti di durata tra 12 e 18 mesi ed erogazione del contributo in due quote (80% in anticipo, 20% a saldo). Se lo schema viene ripetuto, l'avviso 2026 è atteso nell'autunno 2026 con una finestra di presentazione di circa un mese.

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