REGIONE LOMBARDIA: CIRCOLARITA' E SOSTENIBILITA' PER PMI
(SB26100_CIRCOLARITA’_E_SOSTENIBILITA’_PMI_LOMBARDE_RL)
Regione Lombardia: Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde
Regione Lombardia finanzia con un contributo a fondo perduto le micro, piccole e medie imprese lombarde che vogliono rendere più circolare la propria produzione: meno materie prime, energia e acqua consumate, più scarti recuperati. Il progetto unisce uno studio ambientale obbligatorio e un investimento produttivo o un progetto di innovazione individuato dallo studio.
A chi si rivolge
Possono candidarsi le micro, piccole e medie imprese, in forma singola oppure in aggregazione di almeno 3 imprese. I requisiti, da possedere alla domanda e fino alla concessione, sono due:
- sede operativa oggetto dell'intervento in Lombardia, oppure impegno ad averla entro la richiesta di erogazione;
- iscrizione al Registro delle imprese, attiva, da almeno 1 anno.
Nelle aggregazioni ogni impresa partecipa per almeno il 20% del progetto e riceve il contributo in proporzione alle proprie spese. Il contributo va direttamente all'impresa che realizza il progetto; non sono previsti destinatari finali specifici.
Escluse le imprese dei seguenti settori o nelle seguenti condizioni:
- attività finanziarie e assicurative;
- agricoltura, silvicoltura e pesca, salvo le imprese iscritte all'Albo regionale delle imprese agromeccaniche;
- settori esclusi dalle regole europee sugli aiuti (pesca e acquacoltura, produzione agricola primaria);
- imprese in difficoltà secondo la definizione europea;
- imprese con cause di esclusione antimafia, sanzioni interdittive o condanne dei legali rappresentanti, non in regola con i contributi previdenziali o prive, se tenute, della polizza contro le catastrofi naturali.
Come è fatto il progetto
Ogni impresa presenta una sola domanda, riferita a un progetto unitario con due componenti obbligatorie:
- Componente A – Studio ambientale: analisi tecnica che fotografa lo stato attuale (materie prime, rifiuti, energia, acqua, emissioni), individua le criticità, descrive la soluzione proposta e quantifica i benefici ambientali attesi con indicatori misurabili; accompagnata da un business plan sintetico;
- Componente B – Intervento di economia circolare: a scelta dell'impresa, un investimento produttivo (B1) oppure un progetto di innovazione di processo o dell'organizzazione (B2).
Lo studio va allegato alla domanda già completo e deve essere firmato da un esperto ambientale indipendente dall'impresa (non socio, amministratore, dipendente o società collegata). Possono redigerlo:
- professionisti iscritti ad albi, ordini o associazioni professionali riconosciute;
- esperti con certificazione ambientale o iscritti agli elenchi degli esperti ambientali delle Camere di Commercio;
- imprese di consulenza ambientale e società di ingegneria e consulenza tecnica;
- esperti di università o organismi di ricerca.
Il costo dello studio non può superare il 25% del progetto complessivo. Se il progetto è già in corso alla data della domanda (possibile solo in de minimis), lo studio deve attestare lo stato di avanzamento e i risultati intermedi.
Interventi e spese ammissibili
L'intervento deve rientrare in uno o più di questi ambiti:
- Eco-design: riprogettare prodotti e materiali per renderli più durevoli, modulari, riparabili, riutilizzabili e riciclabili, anche con materiali riciclati o bio-based;
- Innovazione dei processi: ridurre consumi di materie prime, energia e risorse, limitare i rifiuti, recuperare gli scarti, introdurre standard ambientali riconosciuti;
- Nuovi modelli di business circolari: servizi in alternativa all'acquisto, riuso, manutenzione, rigenerazione, condivisione e uso prolungato dei prodotti;
- Recupero di materiali complessi: tecnologie per trattare prodotti difficili da riciclare e reinserirli nel ciclo produttivo.
Esempi di investimento produttivo (B1): nuovi macchinari per imballaggi riciclabili o compostabili; linee produttive che usano materiali riciclati o bio-based; ampliamento dello stabilimento con una linea di rigenerazione di componenti usati; impianti per recuperare gli scarti di lavorazione; attrezzature per trattare materiali complessi; software, brevetti o licenze per nuovi prodotti circolari; trasformazione radicale di una linea per ridurre materie prime, acqua o energia.
Esempi di innovazione di processo o dell'organizzazione (B2): progettazione basata su eco-design e riparabilità; sistemi digitali per monitorare flussi di materie prime, energia, acqua e rifiuti; riorganizzazione del ciclo produttivo per reimpiegare gli scarti; nuove procedure aziendali con criteri ambientali; modelli basati su manutenzione, ritiro e rigenerazione dei prodotti; noleggio, abbonamento, pay-per-use o product-as-a-service; collaborazioni di filiera per il recupero dei prodotti a fine vita; tracciabilità dei materiali recuperati. Non rientrano in B2 i miglioramenti minori e la semplice sostituzione di macchinari.
Spese ammissibili per l'intervento:
- macchinari, impianti e attrezzature per riciclare, selezionare, riutilizzare o valorizzare scarti, rifiuti, sottoprodotti e materie prime seconde;
- impianti per ridurre gli scarti di lavorazione e per il ricircolo di acqua, aria, oli e sostanze di processo;
- soluzioni per l'uso di materiali riciclati, biodegradabili o compostabili e per il packaging sostenibile;
- attrezzature per prodotti più durevoli, riparabili, disassemblabili o riciclabili;
- sensori, hardware e software per monitoraggio ambientale, tracciabilità dei materiali, LCA, eco-design, carbon e water footprint;
- brevetti, licenze, know-how e ricerca contrattuale acquisiti da terzi;
- materiali per prototipi, test e sperimentazioni;
- certificazioni ambientali di processo e prodotto (ISO 14001, EMAS, Ecolabel, EPD), solo in de minimis;
- opere edili e impiantistiche strettamente necessarie all'installazione dei macchinari (in regime investimenti PMI entro il 25% del progetto);
- spese generali direttamente legate al progetto (in de minimis riconosciute in forma forfettaria al 7%).
Spese ammissibili per lo studio: analisi dei flussi di materia, acqua, energia e rifiuti; LCA, carbon footprint, water footprint e analisi di circolarità; studi per sostituire materie prime vergini o recuperare scarti e sottoprodotti; studi di fattibilità su eco-design, riuso, rigenerazione, simbiosi industriale e nuovi modelli di business; progettazione preliminare e cronoprogramma.
Escluse le seguenti voci:
- spese di personale, acquisto di immobili e terreni;
- consulenze generiche, piani ESG non collegati all'investimento, bilanci di sostenibilità, rating, comunicazione ambientale;
- consulenze ordinarie (fiscale, legale, pubblicità) e costi per le autorizzazioni ambientali obbligatorie;
- interventi obbligatori per legge o necessari ad adeguarsi a norme già in vigore;
- progetti che non rispettano il principio europeo del "non arrecare danno significativo" all'ambiente.
Entità dell'agevolazione
La dotazione complessiva è di 19.936.170 €, con risorse europee, statali e regionali. L'agevolazione è un contributo a fondo perduto; per ciascuna componente l'impresa sceglie tra due regimi di aiuto, con percentuali e tetti diversi.
Per lo studio ambientale:
- in de minimis: 60% dei costi, fino a 40.000 €;
- in regime di esenzione (studi di fattibilità): 70% per le piccole imprese, 60% per le medie, fino a 40.000 €, solo se il progetto non è ancora avviato alla domanda.
Per l'intervento (B1 o B2), con importo minimo di 50.000 €:
- in de minimis: 60% dei costi, fino a 260.000 € per impresa; vale il tetto complessivo de minimis di 300.000 € su tre anni per impresa;
- in regime di esenzione – investimento produttivo (B1): 20% per micro e piccole imprese, 10% per le medie, fino a 1.000.000 € per impresa e 5.000.000 € per progetto in aggregazione;
- in regime di esenzione – innovazione di processo o dell'organizzazione (B2): 50% dei costi, fino a 1.000.000 € per impresa e 5.000.000 € per progetto in aggregazione.
Il contributo è cumulabile con altri aiuti e con incentivi fiscali sugli stessi costi fino al 100% delle spese, nei limiti delle percentuali massime; non è cumulabile con fondi PNRR. È previsto un anticipo facoltativo del 40% con garanzia e il saldo a conclusione del progetto.
Come viene valutata la proposta
La selezione è a sportello: le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione, con esito entro 90 giorni dalla domanda. Dopo la verifica dei requisiti, un nucleo tecnico valuta il merito del progetto su un massimo di 100 punti, in base a quattro criteri:
- qualità del progetto: coerenza con la misura, valore aggiunto e replicabilità;
- capacità di generare circolarità: recupero di materie e risorse, allungamento del ciclo di vita di prodotti e materiali;
- sostenibilità ambientale: riduzione di emissioni e inquinanti, neutralità carbonica;
- impatto sul mercato di riferimento.
Per essere finanziato il progetto deve raggiungere almeno 60 punti su 100 e superare soglie minime sulla coerenza con la misura e sulla capacità di generare circolarità. Sono previsti punti aggiuntivi per le imprese che aderiscono a un accordo di filiera regionale e per chi possiede certificazioni ambientali volontarie (ad esempio ISO 14001 o EMAS). Il progetto deve inoltre dimostrare la propria sostenibilità finanziaria.
Scadenze e tempi
La Giunta regionale ha approvato i criteri della misura il 20 luglio 2026. Il bando operativo, con le date di apertura dello sportello, è atteso entro 90 giorni, indicativamente entro metà ottobre 2026. Le domande si presenteranno online sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi. Regole sui tempi già note:
- in regime di esenzione il progetto deve essere avviato dopo la presentazione della domanda;
- in de minimis il progetto può essere già avviato ma non concluso, con spese ammissibili dal 1° gennaio 2026; se non ancora avviato, deve partire entro 30 giorni dalla concessione;
- durata di 15 mesi dall'avvio, prorogabile di massimo 6 mesi;
- conclusione e rendicontazione in ogni caso entro il 30 giugno 2030.
Ogni impresa può presentare una sola domanda, in forma singola o in aggregazione; chi la ritira prima della concessione o non viene ammesso può ripresentarla.